Comunità energetiche, online la Vetrina delle CER del GSE
La Vetrina del GSE collega imprese e cittadini alle comunità energetiche attive: una nuova occasione di business per le ESCo certificate UNI CEI 11352
Comunità energetiche, online la "Vetrina delle CER" del GSE: per le ESCo un nuovo canale per farsi trovare
Dal 7 settembre 2026 una piattaforma pubblica mette in contatto cittadini, imprese ed enti con le comunità energetiche già attive. Con oltre 4.800 configurazioni e circa 400 MW in campo, per le società certificate UNI CEI 11352 si apre un'occasione concreta di sviluppo commerciale.
Il mercato delle comunità energetiche rinnovabili (CER) ha raggiunto una dimensione tale da richiedere strumenti di mercato, e il GSE ha risposto con una piattaforma dedicata. Il 7 settembre 2026 il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la "Vetrina delle Comunità Energetiche Rinnovabili", uno spazio online pensato per far incontrare le CER già costituite con i soggetti — cittadini, imprese, enti — interessati ad aderirvi. Il funzionamento è semplice: l'utente inserisce il proprio codice POD oppure consulta una mappa interattiva, individua le configurazioni operative nella propria area di connessione e ottiene i recapiti dei referenti delle comunità con cui prendere contatto. Le CER compaiono nell'elenco solo dopo aver autorizzato volontariamente la pubblicazione dei propri dati tramite l'apposita funzione dell'Area Clienti del GSE.
I numeri diffusi dal Gestore spiegano la tempistica della scelta. Al 31 agosto 2026 risultano oltre 4.800 configurazioni tra comunità energetiche e gruppi di autoconsumo, attive o in via di finalizzazione, per una potenza complessiva di circa 400 MW e più di 51.000 punti di connessione associati. La Vetrina nasce quindi in una fase di forte espansione del comparto e, secondo quanto dichiarato dal GSE, punta a facilitare proprio l'incontro tra le comunità e i potenziali nuovi membri, superando una delle principali difficoltà pratiche fin qui riscontrate: farsi conoscere sul territorio.
Non solo CER: a settembre si apre una nuova tornata di bandi regionali
La settimana della Vetrina ha coinciso con il rilancio della leva regionale sull'efficienza. Tra il 7 e il 10 settembre 2026 si è aperta una nuova tornata di bandi per imprese ed enti dedicati a efficienza energetica, rinnovabili, innovazione e formazione, che coinvolge tra le altre le Regioni Puglia, Lombardia e Veneto insieme a una misura nazionale del MIMIT. Il quadro complessivo resta favorevole anche sui bandi già aperti: dall'Umbria (finanziamenti agevolati con quota a fondo perduto, finestra fino al 31 dicembre 2026) al Piemonte (dotazione superiore ai 12 milioni di euro, procedura in corso), fino all'Emilia-Romagna, con una misura in apertura a fine settembre. La maggior parte di queste procedure opera a sportello, con possibile esaurimento delle risorse prima della scadenza formale: un elemento che premia chi arriva preparato, con progetto e documentazione già pronti. Importi, percentuali e scadenze vanno sempre verificati sul Bollettino Ufficiale e sul portale della singola Regione prima di avviare la pratica.
Vantaggi economici e opportunità per le ESCo certificate UNI CEI 11352
Per una società di servizi energetici certificata UNI CEI 11352, la combinazione di questi due sviluppi apre spazi di business precisi. Molte ESCo operano già come soggetto gestore o referente delle CER: progettano gli impianti, gestiscono i flussi energetici, curano la rendicontazione al GSE e organizzano il riparto degli incentivi tra i membri. Per queste società la Vetrina agisce come una vetrina commerciale a tutti gli effetti: una comunità che compare nell'elenco pubblico diventa più facilmente raggiungibile da imprese e famiglie in cerca di adesione, e ogni nuovo membro amplia la base su cui l'ESCo eroga servizi ricorrenti e remunerati. Il valore competitivo della certificazione, in questo contesto, sta nel dimostrare a soci, enti locali e finanziatori la capacità di erogare servizi energetici misurabili e contrattualizzati — un fattore spesso decisivo quando la CER coinvolge attori pubblici o imprese strutturate.
Sul fronte dei bandi regionali, la leva naturale è il contratto di prestazione energetica (EPC): l'ESCo può proporsi come soggetto che progetta l'intervento, struttura o anticipa l'investimento e si remunera sul risparmio effettivamente conseguito, integrando il contributo pubblico a fondo perduto. Numerose misure richiedono inoltre una diagnosi energetica redatta da soggetti qualificati — tra cui le ESCo e gli Esperti in Gestione dell'Energia (EGE) — come requisito di accesso o come elemento premiante in graduatoria: una prestazione professionale a monte che la società certificata è nella posizione di offrire, presidiando l'intera filiera dell'intervento.
Il messaggio per le imprese edili, impiantistiche e per gli studi di ingegneria attivi nell'efficienza energetica è chiaro: che si tratti di comunità energetiche o di bandi regionali, il posizionamento più redditizio è quello del regista dell'operazione — chi diagnostica, progetta, finanzia e gestisce — non quello del semplice fornitore. La certificazione UNI CEI 11352 è lo strumento che rende credibile e riconoscibile questo ruolo agli occhi del committente.
Autore: Ing. Andrea D'Innocenzo
Fonti:
GSE – Sezione News: https://www.gse.it/servizi-per-te/news