Incentivi 22 luglio 2026

Transizione 5.0, dal 21 luglio si torna sul portale GSE: per le ESCo certificate una finestra da presidiare

Riparte l'operatività dell'incentivo e si moltiplicano i bandi regionali. Il filo conduttore è sempre lo stesso: il risparmio energetico va certificato, e la norma indica proprio le ESCo UNI CEI 11352 tra i soggetti abilitati a farlo.

La settimana porta due segnali concreti per chi lavora nell'efficienza energetica. Sul fronte nazionale, il Piano Transizione 5.0 continua la sua fase operativa 2026: la piattaforma dedicata è stata riattivata sul portale del GSE il 12 giugno 2026 e, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata di settore, dal 21 luglio 2026 le imprese possono accedere per inviare le comunicazioni di conferma degli investimenti, sulla base di un decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il punto che rende Transizione 5.0 particolarmente interessante per il settore non è tanto la scadenza procedurale, quanto il meccanismo di fondo. L'agevolazione non premia il semplice acquisto di un macchinario interconnesso: richiede che l'investimento produca una riduzione dei consumi energetici misurabile e certificata. Ed è qui che entra in gioco un elemento spesso sottovalutato.

## Il meccanismo: aliquote fino al 45% e obbligo di certificazione ex ante ed ex post

Secondo la scheda ufficiale del MIMIT, per investimenti fino a 10 milioni di euro il credito d'imposta è pari al 35% con una riduzione dei consumi tra il 3% e il 6% a livello di struttura produttiva (oppure tra il 5% e il 10% a livello di processo), sale al 40% nella fascia intermedia (6-10% struttura / 10-15% processo) e raggiunge il 45% per riduzioni superiori al 10% sulla struttura o al 15% sul processo. Le soglie minime di accesso restano il 3% di riduzione a livello di struttura produttiva oppure il 5% a livello di singolo processo interessato.

Perché questo riguarda direttamente le ESCo? Perché la norma prevede che il risparmio sia attestato da certificazioni ex ante ed ex post rilasciate da soggetti qualificati, e tra questi la scheda MIMIT elenca esplicitamente tre categorie: gli Esperti in Gestione dell'Energia (EGE) certificati secondo la UNI CEI 11339, le ESCo certificate secondo la UNI CEI 11352 e gli ingegneri e periti industriali abilitati con comprovata competenza in materia. In altre parole, la certificazione UNI CEI 11352 non è un titolo di contorno: è uno dei requisiti che l'impresa cliente deve soddisfare per non perdere l'incentivo.

## Il fronte regionale: in Emilia-Romagna un bando aperto proprio in questi giorni

Parallelamente al quadro nazionale, prosegue l'ondata di bandi territoriali. Un esempio concreto e attivissimo è il Bando Efficienza Energetica 2026 (BE26) della Camera di Commercio dell'Emilia, aperto alle domande dalle ore 11:00 del 20 luglio 2026 alle ore 16:00 del 30 luglio 2026. La dotazione è di 1.500.000 euro, con un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili (al netto IVA), fino a un massimo di 20.000 euro per impresa e un investimento minimo di 5.000 euro. Beneficiarie sono le micro, piccole e medie imprese con sede operativa nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Le spese sono ammissibili dal 1° marzo 2026 al 30 aprile 2027 e riguardano fotovoltaico e accumuli, pompe di calore, caldaie ad alta efficienza, relamping LED, sostituzione di macchinari e sistemi di monitoraggio. Anche qui il requisito tecnico è dirimente: il progetto deve garantire almeno il 10% di riduzione dei consumi (in TEP) oppure il 5% di autoproduzione da rinnovabili, con risultati attestati da un professionista abilitato o da un Esperto in Gestione dell'Energia. Il bando si inserisce in un più ampio calendario di finanziamenti regionali 2026: in Emilia-Romagna la Regione ha annunciato oltre 71 milioni di euro sul programma FESR tra giugno e settembre, con requisiti e scadenze che variano di regione in regione e vanno verificati sui rispettivi BUR.

## Vantaggi economici e opportunità di business per le ESCo certificate UNI CEI 11352

Per un'impresa edile, impiantistica o uno studio di ingegneria che opera come ESCo certificata UNI CEI 11352, i due fronti convergono in un'unica leva commerciale. Da un lato, Transizione 5.0 rende il ruolo di certificatore ex ante/ex post un servizio a domanda strutturale: ogni cliente che vuole accedere al credito fino al 45% ha bisogno di un soggetto abilitato che attesti il risparmio, e la certificazione UNI CEI 11352 vi colloca esattamente nel novero previsto dalla norma. Dall'altro, i bandi regionali come il BE26 finanziano gli interventi che tipicamente proponete e realizzate, riducendo il costo per il cliente e accorciando i tempi di decisione: potete presentarvi non come semplice fornitore, ma come partner unico capace di progettare l'intervento, quantificare il risparmio, seguire la rendicontazione e garantire la conformità documentale. Dove le regole di cumulo lo consentono, la combinazione tra credito d'imposta nazionale e contributo regionale può migliorare sensibilmente il ritorno dell'investimento per il cliente finale: le condizioni di cumulabilità non sono automatiche e vanno verificate caso per caso sulla documentazione ufficiale. Il messaggio commerciale è chiaro: la UNI CEI 11352 sta passando da attestato reputazionale a requisito abilitante per intercettare gli incentivi, e presidiare queste finestre — quella nazionale sempre aperta sul GSE e quelle regionali a sportello — è oggi parte integrante del modello di business.

Autore: ing Andrea D’Innocenzo. Senior Partner Systema Consulting srl

Fonti

- MIMIT – Piano Transizione 5.0 (aliquote, soglie di risparmio, soggetti certificatori): https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/piano-transizione-5-0

- Camera di Commercio dell'Emilia – Bando Efficienza Energetica 2026 (BE26): https://www.emilia.camcom.it/promuovere-limpresa-e-il-territorio/contributi-alle-imprese/bandi-emanati-nel-corso-del-2026/bando-efficienza-energetica-2026-be26